Gatineau Loppet

27. The colours of a Worldloppet Global Skier

Diego Gennari, Global Skier n. 267 Trento/ Italy –

I wanted to give some colour to this story, decorating it with these bibs that mean dedication, joy, sacrifices, health and many dreams….

I started in 2008, and I bought my Worldloppet passport in Lienz, just for fun, but time after time and year after year I told myself “Why don’t you try to finish it?”; Well, I completed it this year in February participating to the 2020 Birkie, right before the Covid pandemic started.

During the lockdown at home, I hung up on the garage wall all my race bibs and it turned into a colourful wall, with bibs and medals; I remember very well the race corresponding to each bib, the anecdotes that happened and the great trips made to reach the different race locations.

Like the story of the time I participated to the Gatineau Loppet in the year 2015. We were staying at the Crown Plaza Gatineau – Ottawa for the tace (Gatineau Loppet 50km CT). It was freezing cold, -28° C and before leaving by bus, we had fun throwing the warm tea in the air and watching it freeze or running in and out from the hotel to the garden through the turning door, with a temperature range of 50 degrees inside and outside.

On the race day, we left with the typical Canadian yellow school buses (wonderful!); the race was unsure because of the cold! Before the start, my friend Paolo and I opted for staying close to the engine of the inflatable arch at the start, to get some warmth, until few minutes before the start. Everything was standing still, rivers, lakes, waterfalls, like in a freezer and the snow was formed by huge crystals, like in a fairytale.

They finally decided to let us start and after only a few kilometers, the sweat on the back formed blocks of ice that we carried with us until the finish. We were not many participants, so we were spread along the 50km, losing the sight of the ones preceding you and the ones following….half-way of the race, I was alone in the terribly cold nature, bright and silent, I could not see anyone so I got a little scared, as the ski tracks in Quebec are infinite…and with plenty of crossings!

Finally, a sign showing the right direction, a doctor with a sledge told me: “go, you can do it!” and a photographer who took a picture of the 10 km from the finish line….I made it and I was so proud of myself and of the adventure I went through.

Thank you Worldloppet for the great adventure and the dreams that came true, greetings to the entire Worldloppet Family from a Worldloppet Global Skier!

Original version: Italian

I colori di un Worldloppet Gobal Skier

Ho voluto dare un po’ di colore a questa storia, abbellendola con i pettorali che significano impegno, gioia, sacrifici, salute, tanti sogni…….

Io iniziai nel 2008 e a Lienz, presi il mio passaporto Wordloppet così per gioco, poi a poco a poco e di anno in anno mi dissi “perché non provi a terminarlo?”; Bene, l’ho finito quest’anno a febbraio, partecipando alla Birkie 2020, poco prima che scoppiasse la pandemia Covid.

Nel periodo di quarantena a casa ho appeso i miei numeri di gara alla parete del mio garage e ne è uscita una parete colorata con numeri e medaglie; per ogni numero ricordo benissimo la gara, gli aneddoti accaduti e i grandi viaggi fatti per raggiungere i luoghi delle gare.

Come la storia di quella volta alla Gatineau Loppet del 2015. Eravamo alloggiati al Crown Plaza Gatineau –Ottawa per la gara (Gatineau Loppet 50 km CL), faceva un gran freddo – 28° C e prima di partire con il bus ci divertivamo a lanciare in aria l’acqua calda del tè che diventava ghiaccio e a correre dall’hotel fuori in giardino attraverso la porta a giro, con una differenza di 50 gradi fra dentro e fuori…

Il giorno della gara, siamo partiti con i bus gialli della scuola canadese (bellissimi); la gara era in forse per il freddo! Prima della partenza io e il mio amico Paolo avevamo scelto di stare vicino al motore del compressore di gonfiaggio dell’arco di partenza, per riscaldarci, fino a pochi minuti prima dello start. Tutto era immobile, fiumi, laghi, cascate come in un freezer e la neve era tutta a grossi cristalli, una fiaba.

Finalmente optarono per farci partire e dopo pochi km, il sudore sulla schiena formava dei pezzi di ghiaccio che ci siamo portati fino all’arrivo. Non eravamo tantissimi e quindi in 50 km ci si allungava fino a perdere di vista quelli davanti e quelli dietro…. A metà gara ero solo nella natura terribilmente fredda, in quiete e luminosa, non vedevo nessuno e mi prese un po’ di paura, perché lì in Québec le piste sono infinite…e piene di incroci! Finalmente un braccio meccanico semovente che indicava la giusta direzione, un dottore con la slitta a mano che mi disse: “vai puoi farcela” e un fotografo che a 10 km dall’arrivo che mi fece una foto…. Ce l’avevo fatta ed ero veramente contento di me stesso e dell’avventura superata.

Grazie Wordloppet della bella avventura e dei sogni realizzati, ciao a tutta la famiglia Wordloppet, da un Global Wordloppet Skier.

< Back