Marcialonga

29. Following the steps of the “Ancient Patriarchs”

by Lino Davarda, Global Skier n.251

I started to practice cross-country skiing following some accidents I had while practicing downhill skiing that limited my sport activity. First, I followed a friend who was taking part to the first edition of Marcialonga and then I tried to ski myself the 70 km on Nordic skis, which had not been my specialization so far. It did not take long to get acquainted to this sport both as a racer and on the organizational side; I started to cooperate with the local administration, supporting the Organizing Committee of Marcialonga.

This meant entering the small circle of the organization and getting to know people that for me – young freshman – were a big example, primarily one of the founders of the race, Giulio Giovannini. It was he, who brought me for the first time to Finland with the Marcialonga delegation, representing Italy while taking part to Finlandia Hiihto. It was not my first time abroad for a cross-country skiing race, but it was the one showing me another dimension of this world. In 1988, I participated to Vasaloppet, but after that year, with the cancellation of Marcialonga in 1989 and 1990, I gave up skiing.

It took another serious accident by bike to take me back to cross-country skiing in 2006 and with the support of my wife Carla I started to race again, aiming at my first Master title, as I missed some races only to complete it. With this goal fixed in my mind, I literally put on an old bike helmet with the Worldloppet nations and I took on racing with a suit made out of the bibs of the races I had completed so far.

This is where the biggest emotions started, continuing my adventure in Ushuaia –Argentina –in 2015, where I met Hannes Larsson (today 89 years old) who completed 34 Masters in his career (340 races in the world!). I also met Corrado Ampezzan, the first Italian master who completed 14 Masters. Angelo Corradini was there too, who is actually Marcialonga President and achieved 5 Masters and one Global titles. It is in this circumstance that, sitting together for a mythical picture, I defined the group “the Patriarchs of Worldloppet”. I could meet them all again at Corrado’s 80th birthday celebration in 2018. These magnificent characters deserved a distinctive award and as Angelo Corradini – at that time Worldloppet President – encouraged me, I started drawing a special personalized diploma, who should be destined to all those who completed more than 100 races in the world.

The “Ancient Patriarchs” in Argentina in 2015

2015 was the year I spent the most time travelling the world, skiing first in France and then in Japan, where I had the honor to meet Minoru Matsuyama whom I had already met in Australia and for whom I had already drawn the special diploma. Then the road took me off to Russia where I met Maria Rita Chini from Milan, who happens to be the first Global Skier in Italy.

Another special moment where I met ultra-awarded skiers was in Iceland where I took part to the 2017 Fossavantsgangan. After meeting Boris Petroff, I talked with the Russian skier Ludmilla Kolobanova and when I asked her why she was participating to so many races she just answered “I need to reach the 100 races in order to be awarded with the special diploma drawn by Lino”.

Spending time together with such symbolic people, pushed me to ski towards the Global Skier title that I finally reached in 2019 at Tartu Marathon and so becoming the 251th Global Skier in the world – and where I was not the only one putting up a show with my curious dress.

To celebrate this achievement, besides receiving the Global Skier diploma, I also drawn a special diploma on my own.

Original version: Italian

Alla caccia degli “Antichi Patriarchi”

Mi sono avvicinato al fondo a causa di un paio di incidenti subiti nella attività sportiva di sci alpino, che mi hanno limitato fisicamente. Prima seguendo un amico che partecipava alla prima edizione della Marcialonga e poi ho provato in prima persona a percorrere 70 chilometri sugli sci stretti che finora non erano la mia specialità.

Tanto c’è voluto per avvicinarmi al fondo e non solo sul piano agonistico ma anche sul versante organizzativo, rappresentando sin da subito l’amministrazione di Campitello ed in seguito con alcune iniziative, a farmi notare ed entrare nel direttivo della gara.

Voleva dire, entrare nel gotha dell’organizzazione e conoscere alcune persone che per me, giovane esordiente, sono stati di grande esempio, in primis il factotum avv. Giulio Giovannini.  E’ lui che mi ha portato nel 1979 con la delegazione della Marcialonga in Finlandia a rappresentare l’Italia e partecipare alla Finlandia Hiihto. Non era la prima volta che partecipavo a gare di gran fondo all’estero, ma è quella che mi ha dato un’altra dimensione.

Ho partecipato nel 1988 alla Vasaloppet e dopo quell’anno, con la cancellazione della Marcialonga per due anni di seguito (1989 e 1990) ho messo gli sci di fondo al chiodo.

Per ritornare alle gare di fondo, c’è voluto un grave incidente di bicicletta nel 2006 che mi ha prima bloccato per alcuni mesi e per poi reagire e riprendermi fisicamente ed il sollecito di mia moglie Carla a riprendere le gare e completare un primo Master a cui mancavano poche gare.

Messomi in testa questo obiettivo, mi sono “letteralmente posto sul capo” un vecchio casco da ciclista con tutte le bandierine delle nazioni della Worldloppet e vestendomi con una tuta fatta esclusivamente di pettorali delle gare fin qui completate.

E’ da qui che sono cominciate le emozioni più grandi, e proseguite ad Ushuaia, in Argentina nel 2015, con la conoscenza Hannes Larsson (oggi 89 anni ) che ha al suo attivo 34 Master, (340 gare fatte nel mondo). E con lui conoscere Corrado Ampezzan che è il primo fondista italiano con 14 Master a suo carico. In quella circostanza era presente anche Angelo Corradini, attuale presidente della Marcialonga con 5 Master ed un Global.

E’ stato in quella circostanza che, seduti tutti assieme per una mitica fotografia, ho definito il gruppo: “I Patriarchi della Worldloppet”. Hannes Larsson e Corrado Ampezzan li ho ancora ritrovati a Cortina d’Ampezzo nel 2018 in occasione dell’80° compleanno di Corrado.

Questi grandi personaggi meritavano un alto riconoscimento ed allora su invito di Corradini, anche presidente della Worldloppet, mi sono impegnato a disegnare un diploma speciale, personalizzato, che veniva assegnato a coloro che superano le 100 gare del mondo.

Proprio il 2015 è stato l’anno che ho girato ancora nel mondo andando prima in Francia,  poi in Giappone dove è stato ancora un grande momento: ho rincontrato Minoru Matsuyama già conosciuto in Australia al quale avevo già disegnato il diploma di “Over 100 gare”.

E poi in Russia ove in quella circostanza ho avuto il piacere di conoscere Maria Rita Chini di Milano che è anche la prima Global Skier in Italia.

Un altro momento, dove ho rivisto alcuni fondisti ultra premiati, a cui avevo disegnato in diploma speciale delle 100 gare, è stato nel 2017 in Islanda per partecipare alla Fossavatn dove ho incontrato Boris Petroff.

Era presente anche la russa Ludmilla Kolobanova, la quale alla domanda: perché partecipare a tante gare, rispose: “devo raggiungere le 100 gare per avere lo speciale diploma disegnato da Lino Davarda”.

Questa stretta vicinanza di persone così simboliche, hanno spinto anche me a puntare al Global Master che ho raggiunto nel 2019 nella Tartu Maraton con il 251° posto nel mondo – e dove a dare spettacolo di strani personaggi e colori non ero da solo.

Per questa conclusione del circuito mondiale, oltre che ricevere il diploma di Global Master, ho poi disegnato, a mio modo, un diploma speciale.

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