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1. Vasaloppet for my father

by Ilaria Cavallari (Italy)

I heard people talking about it since I was a child, THE race, the longest one, the most historical, the most blazoned and the stories about it captured my soul in a way that I decided to go. Vasa has to be respected, you cannot improvise anything – so they taught me- so I feared it, also aware of not having the right preparation, but I had a good reason to be there: and this turned out to be enough. 

After some days, I am starting to realize what Vasa has been for me, I am still on a little cloud of joy and I don’t want to get off anymore. I had big expectations on this trip and it exceeded them all; Sweden, a Country I loved from the first moment, the people, the trees, the forests, the serenity you breathe, the food, the blueberry-juice, the colorful houses, the lanterns by the windows, the magic light, the snow…

Then the moment of the Race arrives, but I was already conquered by the beauty of the grey light and of the snowflakes that I didn’t even realize to be in the middle of 16500 people that – slowly and with an incredible fairness- were moving, one behind the other without pushing nor pressing, all these people with no hitch, just education and respect.

At the end of the uphill some more steps and then we started pushing, these long snakes of people with the same rhythm and the snowflakes that kept on falling on the enchanted forest, among frozen lakes, wooden houses and infinite nature expanses, a fairytale!

From km 50 I woke up from my fairy sleep and I got that it is hard, my arms were starting to burn and I just passed the half of it, but I keep on skiing in a group of people formed by two beautiful Swedish girls and a little man that never lost us, so a nice small group where we understood each other through gestures and looks. There was an incredible synchronism even at the feeding stations; once there, I would always have some rolls and drink two or three glasses of blueberry juice but even in the crowd we would always meet again. We went on skiing like this, with a non-fast but steady pace; it stopped snowing and the sky was of endless shades of grey and the light was even more beautiful.

In my mind, I have the picture of beautiful kids with their red healthy faces from the cold, offering glasses and smiles, of the families along the track sitting around the fire with a blanket on their knees and screaming “heja, heja!”

The volunteers, so many, all special, ready to help, fascinated by all these happenings, on the side, I found myself 10 km to the finish, my heart full of joy. I had many different thoughts and it started snowing. The snowflakes caressed my face and I felt the “big fathers” welcoming me to history, I am now also part of it, even if my race-time is far from competitive. My trip was rich of emotions and respect for this special and unique place.

The hug of my travel mates was the sign of the end of My Vasa and the realization that I succeeded: I crossed the finish line and could finally drink a big beer (which I haven’t), but I hugged Laura, Carmine, Mariano and Volo and got the same euphoric feeling that hasn’t left me yet 🖤

Original version: Italian

Vasaloppet per mio papà

Ne ho sentito parlare fin da piccola, la GARA quella più lunga, più storica, più blasonata e i racconti di chi vi partecipava mi hanno preso l’anima finché non mi sono decisa ad andarci.

La Vasa va rispettata, non si improvvisa nulla, così mi hanno insegnato, quindi la temevo anche perché consapevole di non avere la preparazione giusta, ma avevo una buona motivazione per essere lì: infatti si è rilevata più che sufficiente.

A distanza di qualche giorno sto realizzando cos’è stata la Vasa per me, sto ancora su quella nuvoletta di gioia e non voglio scendere più. Avevo grandi aspettative su questo viaggio e le ha superate alla grande; la Svezia, terra che ho amato dal primo momento, la gente, gli alberi, i boschi, la serenità che si assapora, il cibo, il succo di mirtillo, le casette colorate, le lampade alle finestre, la luce magica e la neve…

Poi arriva il momento della Gara, ma io ero già conquistata dalla bellezza della luce grigia e dei fiocchi di neve che non mi sono nemmeno resa conto di essere in mezzo a 16500 persone che piano piano con una correttezza incredibile si muovevano, uno in fila all’altro senza spingere senza forzare, tutta quella gente senza il minimo intoppo, solo educazione e rispetto.

Alla fine della salita un po’ più di spazio e si inizia a spingere, queste file lunghissime di persone con lo stesso ritmo con i fiocchi che continuavano a cadere su queste foreste incantate, tra laghi ghiacciati, casette di legno e distese infinite di natura, una favola!!

Dal km 50 in poi mi sveglio un po’ dal mio torpore fiabesco e capisco che è dura, le braccia iniziano a bruciare e sono poco più che a metà, ma rimango nel mio gruppetto formato da due ragazzine svedesi bellissime e un ometto che non ci ha mai mollate, quindi un bel gruppo dove ci si intendeva a gesti e sguardi. C’era un sincronismo pazzesco anche ai ristori; si arrivava lì e io mangiavo almeno un piccolo panino e bevevo due o tre bicchieri di succo di mirtillo, e comunque nella confusione di molta gente noi riuscivamo a beccarci sempre. Abbiamo proseguito così con il nostro ritmo non veloce ma continuo, smette di nevicare e il cielo ha un colore di un’infinità di grigi e la luce sempre più bella.

Ho le immagini dei bambini belli come il sole con le facce rosse per il freddo ma sane, che offrivano bicchieri e sorrisi, le famiglie che a bordo tracciato erano sedute intorno ad un fuoco con la coperta sulle ginocchia ad urlare “heja heja!”

I volontari, tantissimi, tutti speciali, pronti ad aiutare, e affascinata da tutto il contorno mi ritrovo a -10 km con il cuore colmo di gioia. Ho pensieri di vario tipo e inizia a nevicare. I fiocchi mi accarezzano la faccia e sento i grandi padri che mi accolgono nella loro storia, ne faccio parte anche se il mio tempo e ben lontano da definirlo gara. Il mio è stato un viaggio fatto di emozione e rispetto per questo luogo così speciale e unico.

L’abbraccio delle mie compagne di percorso ha segnato la fine della Mia Vasa e la realizzazione che ci ero riuscita: avevo tagliato il traguardo e finalmente potevo bermi una grossa birra (il che non è capitato) ma ho abbracciato Laura, Carmine, Mariano e Volo ed ha ottenuto lo stesso effetto euforico che non mi ha ancora abbandonata🖤

#ricosempreconme #vasaloppet #svezia #emozioni 

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